Pianificazione, Controllo di Gestione, Adeguati Assetti













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"Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare"

Seneca


PIANIFICAZIONE & CONTROLLO DI GESTIONE


La pianificazione strategica è il processo attraverso il quale le imprese definiscono gli obiettivi di medio lungo termine e pianificano le azioni necessarie per raggiungerli. Il controllo di gestione garantisce il monitoraggio e il controllo costanti delle performance aziendali ponendole in relazione agli obiettivi strategici.

Entrambi sono cruciali per il successo e la sostenibilità delle imprese.

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"Il controllo di gestione è lo strumento che permette di trasformare i dati in informazioni e le informazioni in decisioni."

Anonimo

Evoluzione del Controllo di Gestione:

da Operativo a Strategico

L'evoluzione delle teorie sul controllo di gestione ha segnato profondamente le metodologie e le strategie adottate dalle aziende nel corso del tempo. Questa progressione riflette il cambiamento nelle esigenze organizzative, economiche e tecnologiche, passando da un approccio puramente operativo e focalizzato sui costi a metodologie più inclusive che considerano aspetti strategici, comportamentali e di adattamento al cambiamento.


Controllo Tradizionale negli Anni '50-'60


Il periodo degli anni '50 e '60 ha visto il controllo di gestione concentrarsi essenzialmente sull'efficienza operativa e sul controllo dei costi. Gli strumenti principali di questo approccio includevano il budget, la contabilità analitica e il reporting periodico. Questo approccio, sebbene utile per un controllo rigoroso dei costi, presentava limitazioni significative, principalmente una visione ristretta che trascurava gli aspetti strategici e il comportamento umano all'interno delle organizzazioni.


Controllo per Obiettivi negli Anni '70


Con l'introduzione da parte di Peter Drucker del controllo per obiettivi negli anni '70, l'attenzione si spostò verso la definizione di obiettivi misurabili e sul monitoraggio dei risultati. Questo modello portò a una maggiore responsabilizzazione dei manager e all'allineamento tra gli obiettivi individuali e quelli aziendali, enfatizzando l'importanza di una visione più ampia e integrata della gestione aziendale.


Controllo Strategico negli Anni '80


Gli anni '80 furono caratterizzati da un ulteriore spostamento, questa volta verso il controllo strategico. In questo contesto, l'obiettivo principale divenne il supporto al raggiungimento degli obiettivi di lungo termine dell'azienda attraverso l'uso di strumenti quali l'analisi SWOT, la Balanced Scorecard e la mappatura delle strategie. Questo approccio enfatizzò l'importanza di allineare le operazioni quotidiane con la strategia complessiva dell'azienda.


Controllo Interattivo negli Anni '90


L'arrivo degli anni '90 ha portato con sé la consapevolezza dell'importanza dell'apprendimento e dell'adattamento continuo. Il controllo di gestione iniziò a essere percepito come uno strumento per stimolare il dialogo e la collaborazione tra i diversi livelli dell'organizzazione, integrando la dimensione interattiva e dinamica nel processo di controllo.


Controllo Beyond Budgeting dagli Anni 2000


Con l'inizio del nuovo millennio, le critiche al sistema di budgeting tradizionale, considerato troppo rigido e poco flessibile, portarono allo sviluppo del concetto di "Beyond Budgeting". Questa nuova teoria propone un approccio più agile, basato su obiettivi dinamici e feedback continui, che mira a superare le limitazioni dei modelli precedenti.


Ruolo e Importanza del Controllo di Gestione


Il controllo di gestione gioca un ruolo cruciale nell'orientare le decisioni strategiche e operative, monitorare le performance, motivare i dipendenti, migliorare l'efficienza e garantire la conformità. Esso si configura come uno strumento indispensabile per la gestione efficace di un'organizzazione, capace di adattarsi alle continue sfide poste da un ambiente sempre più complesso e dinamico.


Come Fare (e Non Fare) il Controllo di Gestione


Per implementare efficacemente il controllo di gestione, è fondamentale allineare quest'ultimo alla strategia aziendale, coinvolgere i dipendenti, utilizzare strumenti adeguati e monitorare costantemente il sistema, apportando modifiche quando necessario. Allo stesso tempo, è importante evitare di trascurare gli aspetti umani, essere eccessivamente rigidi o focalizzarsi esclusivamente sui dati quantitativi, poiché un approccio efficace richiede un equilibrio tra le diverse dimensioni organizzative e strategiche.

Come implementare un sistema di pianificazione e controllo di gestione nella tua Azienda

L’implementazione di un sistema di pianificazione e controllo di gestione in un’azienda, ferme le specificità dei singoli casi, si sviluppa attraverso le seguenti fasi3


 1. Analisi preliminare: comprendere le esigenze e gli obiettivi dell’azienda. Identificare le sfide e le opportunità che richiedono un sistema di pianificazione e controllo più efficace.


 2. Definizione degli obiettivi: stabilire chiaramente gli obiettivi strategici e operativi dell’azienda. Questi obiettivi dovrebbero essere specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e limitati nel tempo (obiettivi SMART).


 3. Design del sistema: creare una struttura organizzativa per il controllo di gestione, assegnando ruoli e responsabilità ai membri del team. Definire i KPI (indicatori chiave di performance) che verranno utilizzati per monitorare le performance aziendali.


 4. Pianificazione finanziaria: creare un budget di tesoreria che rifletta gli obiettivi dell’azienda. Questo dovrebbe includere previsioni di entrate e spese, allocazione delle risorse e piani finanziari dettagliati per vari periodi.


 5. Implementazione del sistema: raccogliere dati e informazioni rilevanti per monitorare le performance. Utilizzare strumenti e software appropriati per registrare e analizzare i dati.


 6. Monitoraggio delle performance: periodicamente, confrontare le performance effettive con i KPI stabiliti. Identificare eventuali scostamenti e analizzare le cause alla base di tali scostamenti.


 7. Reporting e comunicazione: creare report regolari per comunicare i risultati delle performance ai dirigenti e ai responsabili. Questi report dovrebbero essere chiari, concisi e facilmente comprensibili.


 8. Analisi e adattamento: analizzare i dati raccolti e i risultati ottenuti. Valutare l’efficacia delle strategie e delle azioni intraprese. Se necessario, apportare modifiche alla pianificazione e alle strategie in base ai risultati e alle nuove informazioni.


 9. Retroazione e miglioramento continuo: incoraggiare il feedback da parte dei membri del team e apportare costanti miglioramenti al sistema di pianificazione e controllo di gestione. Questo processo dovrebbe essere ciclico e continuo.


 10. Formazione e coinvolgimento del personale: assicurarsi che i membri del team siano adeguatamente formati per comprendere e utilizzare il sistema di controllo di gestione. Coinvolgere il personale nell’implementazione e nel monitoraggio del sistema.


Contattaci: aiuteremo  l’azienda a sviluppare un sistema di pianificazione e controllo di gestione solido e efficace, consentendo un monitoraggio costante delle performance e un adattamento alle mutevoli condizioni del mercato.

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"Non si può gestire ciò che non si misura"


Peter Drucker


Il ricorso alla figura del "Controller esterno" consente alle imprese di acquisire competenze specialistiche, valutazioni obiettive, contenimento dee costi e flessibilità gestionale

Il ruolo del controller esterno all’interno delle aziende riveste un’importanza significativa in virtù delle competenze specializzate e dell’approccio obiettivo che questa figura apporta. Il controller esterno è una persona o una società di consulenza che si occupa di fornire servizi di controllo di gestione e consulenza aziendale, agendo da esterno rispetto all’organizzazione aziendale. Tale posizione offre vantaggi rilevanti per le aziende, sia in termini di valutazione delle performance sia dal punto di vista della consulenza strategica.


L’obiettività rappresenta uno dei tratti distintivi del ruolo del controller esterno. Poiché questa figura non è coinvolta direttamente nelle dinamiche interne dell’azienda, può effettuare analisi e valutazioni senza pregiudizi o influenze interne. Questa prospettiva imparziale è fondamentale per ottenere una valutazione precisa e oggettiva delle performance aziendali e dei processi interni. Le sue conclusioni e raccomandazioni possono essere quindi accettate con maggiore fiducia sia dai dirigenti che dai dipendenti.


Inoltre, il controller esterno porta con sé una competenza specializzata nel campo del controllo di gestione e dell’analisi finanziaria. Le sue competenze consentono all’azienda di trarre vantaggio da una valutazione accurata e dettagliata delle performance aziendali. Questo contribuisce a individuare aree di miglioramento, ottimizzare le risorse e implementare strategie più efficaci. La sua esperienza rappresenta un valore aggiunto per l’azienda, specialmente se non dispone di risorse interne altrettanto specializzate.


Un ulteriore vantaggio derivante dall’impiego di un controller esterno è rappresentato dalla flessibilità. Le necessità aziendali possono variare nel tempo, e un controller esterno può essere coinvolto in modo temporaneo o ad hoc per affrontare situazioni specifiche. Questo approccio permette all’azienda di beneficiare delle competenze necessarie senza dover assumere a tempo pieno una risorsa interna.


Infine, la figura del controller esterno può fornire consulenza strategica all’azienda. Oltre al controllo di gestione, il controller può offrire suggerimenti e piani d’azione per migliorare l’efficienza operativa, sviluppare nuovi mercati o affrontare sfide aziendali (focus sull'azienda). Questo contribuisce a creare un partenariato prezioso basato sulla condivisione di conoscenze ed esperienze.


In conclusione, il controller esterno gioca un ruolo chiave nell’assicurare un’analisi obiettiva delle performance aziendali, nell’offrire competenze specializzate e nella consulenza strategica. La sua presenza consente all’azienda di beneficiare di una valutazione accurata, supportando il miglioramento delle performance e l’ottimizzazione delle risorse aziendali.

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"Il controllo di gestione è uno strumento per il miglioramento continuo”

 
W. Edwards Deming


Il processo di pianificazione strategica

La pianificazione strategica è un processo fondamentale che aiuta un’azienda a stabilire direzione, obiettivi e azioni per raggiungere il successo a lungo termine. Il suo sviluppo segue diverse fasi chiave:


 1. Analisi dell’ambiente esterno e interno: L’azienda inizia con un’analisi approfondita dell’ambiente esterno, valutando trend di mercato, concorrenti, aspetti normativi e fattori economici. Contestualmente, valuta i propri punti di forza, debolezza, opportunità e minacce (analisi SWOT) per capire la sua posizione nel mercato.


 2. Definizione della visione e della missione: La visione rappresenta l’obiettivo a lungo termine che l’azienda intende raggiungere, mentre la missione indica il motivo per cui l’azienda esiste e il valore che offre ai suoi clienti. Questi elementi guidano la pianificazione strategica fornendo una direzione chiara.


 3. Obiettivi strategici: Gli obiettivi sono dichiarazioni specifiche e misurabili che l’azienda intende raggiungere. Sono in linea con la visione e la missione e servono come traguardi concreti per misurare il progresso.


 4. Sviluppo delle strategie: Basandosi sull’analisi dell’ambiente e sugli obiettivi, l’azienda crea strategie che delineano l’approccio da seguire per raggiungere gli obiettivi. Queste strategie possono riguardare espansione, innovazione, partnership, penetrazione di nuovi mercati, ecc.


 5. Pianificazione delle azioni e delle risorse: Le strategie vengono tradotte in azioni concrete, specificando chi sarà responsabile, quali risorse saranno allocate e quali scadenze dovranno essere rispettate. Questo passaggio collega la pianificazione strategica alle operazioni quotidiane.


 6. Implementazione e monitoraggio: Le azioni pianificate vengono attuate, e il processo di pianificazione strategica entra nella fase di monitoraggio costante delle performance. Sono stabiliti indicatori chiave di performance (KPI) per valutare il progresso verso gli obiettivi e le strategie.


 7. Revisione e adattamento: Periodicamente, l’azienda rivede e valuta i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi stabiliti. Si analizzano le performance, si identificano eventuali scostamenti e si prendono decisioni per adattare le strategie in base ai cambiamenti nel mercato o all’evoluzione dell’ambiente aziendale.


 8. Coinvolgimento delle parti interessate: Durante tutto il processo, è importante coinvolgere le parti interessate, come dirigenti, dipendenti e clienti, per ottenere input, feedback e supporto per la pianificazione strategica. Questo favorisce un approccio collaborativo e una maggiore adesione alle decisioni prese.


Complessivamente, la pianificazione strategica è un processo iterativo e flessibile che aiuta l’azienda a definire la sua direzione futura, a prendere decisioni informate e a adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato.

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L'analisi

SWOT e il suo ruolo chiave nell'ambito della pianificazione strategica


Analisi SWOT

L’analisi SWOT è uno strumento di analisi strategica utilizzato dalle aziende per valutare la propria situazione interna ed esterna. L’acronimo SWOT deriva dalle quattro componenti chiave dell’analisi: Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Debolezze), Opportunities (Opportunità) e Threats (Minacce). Questo approccio consente di ottenere una visione completa e bilanciata della situazione, fornendo informazioni cruciali per prendere decisioni informate e sviluppare strategie adeguate.


 1. Punti di Forza (Strengths): Questa componente riguarda gli aspetti positivi e distintivi dell’azienda. I punti di forza possono includere competenze specializzate, risorse finanziarie solide, reputazione di marca positiva, tecnologie all’avanguardia o un team altamente qualificato. Identificare e sfruttare i punti di forza permette all’azienda di capitalizzare sulle proprie risorse interne.


 2. Debolezze (Weaknesses): Le debolezze rappresentano gli aspetti interni dell’azienda che potrebbero limitarne le prestazioni. Questi possono includere carenze di competenze, risorse limitate, processi inefficaci o dipendenza da pochi clienti. Riconoscere e affrontare le debolezze è essenziale per migliorare l’efficienza e la competitività aziendale.


 3. Opportunità (Opportunities): Le opportunità si riferiscono a circostanze esterne positive che l’azienda può sfruttare a suo vantaggio. Queste possono derivare da cambiamenti di mercato, nuove tendenze, aperture di mercato o evoluzioni tecnologiche. Sfruttare le opportunità permette all’azienda di crescere e diversificarsi.


 4. Minacce (Threats): Le minacce rappresentano fattori esterni che potrebbero influenzare negativamente l’azienda. Questi possono includere concorrenza intensa, cambiamenti normativi, instabilità economica o cambiamenti nei comportamenti dei consumatori. Prevedere e affrontare le minacce è essenziale per mitigare i rischi e adattarsi alle sfide del mercato.


L’analisi SWOT aiuta l’azienda a formulare strategie mirate, capitalizzando sui punti di forza e sulle opportunità, mentre lavora per mitigare le debolezze e affrontare le minacce. Questo strumento fornisce una base solida per prendere decisioni informate e per sviluppare piani d’azione che consentano all’azienda di adattarsi al cambiamento e di conseguire il successo a lungo termine.

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L'analisi del posizionamento competitivo di un'impresa


Il posizionamento competitivo dell'impresa all'interno del settore in cui opera

L’analisi del posizionamento competitivo di un’azienda all’interno del settore in cui opera è un processo che mira a valutare la posizione relativa dell’azienda rispetto alla concorrenza e all’ambiente di mercato in cui opera. Questa analisi è essenziale per comprendere la propria posizione di mercato, identificare opportunità e minacce, e sviluppare strategie efficaci per rimanere competitivi.


L’analisi del posizionamento competitivo coinvolge diversi elementi chiave:


 1. Concorrenti diretti e indiretti: Identificare chi sono i principali concorrenti diretti e indiretti dell’azienda nel settore. Questo aiuta a capire chi sta competendo per la stessa fetta di mercato e quali aziende potrebbero rappresentare sfide significative.


 2. Offerta di prodotti/servizi: Valutare quali prodotti o servizi l’azienda offre rispetto alla concorrenza. È importante comprendere se l’azienda si distingue per caratteristiche uniche, qualità superiore o prezzi competitivi.


 3. Punti di forza e debolezza: Analizzare i punti di forza e le debolezze dell’azienda rispetto ai concorrenti. Ciò potrebbe includere fattori come la tecnologia, la qualità dei prodotti, la reputazione del marchio, le competenze del personale e le risorse finanziarie.


 4. Proposizione unica di vendita (USP): Identificare ciò che rende unica l’azienda rispetto ai concorrenti. Qual è la proposta di valore che offre ai clienti? Ciò potrebbe essere basato su innovazione, personalizzazione, convenienza o altro.


 5. Quote di mercato e penetrazione: Valutare la quota di mercato detenuta dall’azienda rispetto ai suoi concorrenti. Questo può aiutare a determinare quanto l’azienda è influente nel settore e quanto spazio c’è per la crescita.


 6. Tendenze di mercato: Analizzare le tendenze attuali e future del settore. Questo aiuta a prevedere le opportunità emergenti e le minacce che potrebbero influenzare il posizionamento dell’azienda.


 7. Reputazione del marchio: Valutare la percezione che i clienti hanno del marchio dell’azienda rispetto ai concorrenti. Una buona reputazione può dare all’azienda un vantaggio competitivo.


 8. Canali di distribuzione e marketing: Esaminare come l’azienda raggiunge i clienti e promuove i suoi prodotti. Questo può influenzare la visibilità dell’azienda e la capacità di raggiungere nuovi clienti.


L’analisi del posizionamento competitivo fornisce una panoramica chiara dell’ambiente competitivo in cui opera l’azienda. Questo aiuta l'imprenditore a prendere decisioni strategiche informate, a identificare opportunità per migliorare il proprio posizionamento e a sviluppare strategie che consentano all’azienda di rimanere rilevante e competitiva nel mercato.

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La redazione

del

business plan



La previsione dei ricavi

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE 


La previsione dei ricavi


Le tecniche di previsione dei ricavi più comuni:


Tecniche Qualitative

 1. Giudizio degli Esperti: Consultazione con esperti del settore per stime informate.

 2. Focus Group: Raccolta di opinioni da un gruppo target per valutare il potenziale di mercato.


Tecniche Quantitative

 1. Analisi delle Serie Storiche: Utilizzo di dati storici per prevedere futuri andamenti.

 2. Analisi di Regressione: Relazione statistica tra variabili indipendenti e ricavi.

 3. Metodi di Smoothing: Tecniche come la media mobile per livellare fluttuazioni nei dati storici.


Tecniche Ibride

 1. Analisi SWOT: Valutazione di Forze, Debolezze, Opportunità e Minacce.

 2. Proiezioni basate su KPI: Utilizzo di indicatori chiave di prestazione per guidare le stime.


Approcci Specifici del Settore

 1. Benchmarking: Confronto con aziende simili nel settore.

 2. Modello di Adozione del Mercato: Stime basate sulla velocità di adozione di un nuovo prodotto o servizio.


I risultati migliori si ottengono utilizzando un mix di queste tecniche, che consentono di ottenere una stima dei ricavi quanto più accurata possibile.


In particolare, i metodi di smoothing sono tecniche statistiche utilizzate per “livellare” una serie di dati temporali, al fine di evidenziare le tendenze di fondo. Le ipotesi possono essere diverse: 

Media Mobile

 • Semplice: La media dei ricavi degli ultimi ‘n’ periodi.

 • Ponderata: Ogni elemento della serie ha un peso diverso nel calcolo della media.


Metodi Esponenziali

 • Smoothing Esponenziale Semplice: Prevede un solo fattore di smoothing (α) per dare peso ai dati più recenti.

 • Smoothing Esponenziale Doppio: Utilizza due fattori di smoothing, uno per il livello e uno per la tendenza dei dati.


Metodo di Holt-Winters

 • Adatto per dati con stagionalità.

 • Utilizza tre fattori di smoothing: uno per il livello, uno per la tendenza e uno per la stagionalità.


Esempio di applicazione della Media Mobile Semplice.  Supponiamo di avere ricavi mensili per sei mesi come segue:

 • Gennaio: 100€

 • Febbraio: 110€

 • Marzo: 105€

 • Aprile: 115€

 • Maggio: 120€

 • Giugno: 125€

Per calcolare la media mobile semplice a 3 mesi per il mese di Giugno:

 1. Prendiamo i dati di Aprile, Maggio e Giugno: (115€, 120€, 125€)

 2. Calcoliamo la media: ((115€ + 120€ + 125€) / 3 = 120€).


Questo valore liscio di 120€ rappresenta una stima dei ricavi per il mese successivo, basata sul metodo di media mobile semplice.


Utilizzare un metodo di smoothing appropriato può migliorare significativamente la precisione delle previsioni nel business plan.

La previsione del capitale circolante

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE 


La previsione del capitale circolante


Nell'ambito dell'attività di pianificazione riveste un ruolo centrale la corretta previsione del capitale circolante e, soprattutto, la corretta comprensione delle variabili in grado di influenzarne entità ed andamento.


Le variabili da considerare sono numerose e devono essere attentamente individuate e stimate tenendo conto della specificità della singola azienda, del suo ciclo di vita, delle dinamiche di settore ed altro. A mero titolo di esempio e senza pretesa di esaustività:


1. Durata media delle vendite: questa variabile dipende da diversi fattori come le politiche di pagamento dei clienti, la concorrenza nel settore, la capacità di soddisfare rapidamente la domanda, la qualità del servizio clienti e l'efficienza del processo di fatturazione e di raccolta dei pagamenti. 


2. Durata media degli acquisti: la variabile dipende dalle politiche di pagamento concordate con i fornitori, dalla negoziazione di sconti, dalla capacità di gestire le scorte in modo efficiente, dalla tempestività dei pagamenti e dal rapporto di fiducia con i fornitori.


3. Giorni di stock: questa variabile dipende dalla domanda del mercato, dalla rotazione dell'inventario, dalla capacità di gestire le scorte in modo efficiente, dalla precisione delle previsioni di vendita e dalla gestione dei fornitori.


4. Ciclo di conversione del capitale circolante: questa variabile è influenzata dalla durata media delle vendite, dai giorni di stock e dalla durata media degli acquisti. Una gestione più efficiente di queste variabili può ridurre il ciclo di conversione del capitale circolante.


5. Flussi di cassa stagionali: tali flussi dipendono dalle caratteristiche specifiche del settore e dell'azienda, come la domanda stagionale, la stagionalità delle vendite, le spese stagionali.


6. Assunzioni sulle politiche di credito e di pagamento: queste variabili dipendono dalle politiche aziendali, dalle prassi del settore, dalle aspettative dei clienti e dai rapporti con i fornitori.


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La pianificazione finanziaria

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE 


La previsione finanziaria


Obiettivi:  mantenere in equilibrio la struttura finanziaria, rafforzare la sostenibilità del debito, ridurre il costo del capitale raccolto rispetto al rendimento del capitale investito. 


Fasi e strumenti:


1. Analisi della situazione finanziaria: effettuare un'analisi dettagliata della situazione finanziaria dell'azienda implica valutare il livello di indebitamento e identificare le fonti principali di debito. Questo aiuta a comprendere la capacità di generare flussi di cassa sufficienti per far fronte ai pagamenti dei debiti. L'analisi dovrebbe includere anche la valutazione dei cicli di conversione del capitale circolante, delle efficienze operative, delle prestazioni storiche e delle prospettive future dell'azienda.


2. Diversificazione delle fonti di finanziamento: come menzionato precedentemente, è importante ridurre la dipendenza da una singola fonte di finanziamento. Ciò può essere ottenuto cercando varie opzioni di finanziamento, come prestiti bancari, obbligazioni, finanziamenti partecipativi, ecc. Inoltre, l'azienda può considerare l'emissione di azioni o l'attrazione di investitori per aumentare il capitale proprio.


3. Riduzione del costo del debito: ridurre i tassi di interesse sul debito è cruciale per migliorare la sostenibilità finanziaria dell'azienda. Questo può essere fatto negoziando con le banche le forme tecniche di finanziamento più corrette, svolgendo sistematica attività di rating advisory, cercando opportunità di ridurre i tassi mediante agevolazioni o garanzie idonee. L'azienda dovrebbe mantenere un rating di credito sano e migliorare la propria reputazione finanziaria per avere maggiori possibilità di negoziare con successo condizioni più favorevoli.


4. Pianificazione finanziaria a lungo termine: una solida pianificazione finanziaria a lungo termine aiuta l'azienda a prevedere futuri fabbisogni di finanziamento e a strutturare adeguatamente il rimborso dei debiti. Questo può includere piani per la rinegoziazione dei debiti scaduti, nonché la considerazione di opportunità di finanziamento a lungo termine per ridurre i rischi associati ai debiti a breve termine.


5. Controllo dei costi e del flusso di cassa: una gestione finanziaria attenta e la supervisione costante dei costi e dei flussi di cassa sono essenziali per garantire la sostenibilità del debito. Ridurre i costi non essenziali, migliorare l'efficienza operativa, implementare sistemi di controllo e previsione del flusso di cassa, nonché gestire prontamente le situazioni di emergenza finanziaria sono tutte azioni importanti per evitare problemi di liquidità e indebitamento eccessivo.


6. Monitoraggio e valutazione costanti: è cruciale monitorare costantemente la situazione finanziaria dell'azienda. Ciò implica il monitoraggio regolare dei flussi di cassa, della performance finanziaria, degli indicatori di indebitamento e delle opportunità di rifinanziamento. Effettuare regolari valutazioni e revisioni per identificare potenziali rischi finanziari e adattare di conseguenza la strategia di gestione del debito.


Tuttavia, è importante adattare le strategie alle specifiche esigenze e alle caratteristiche dell'azienda, nonché farsi supportare da specialisti della materia (l'improvvisazione può costare cara).


Le decisioni di investimento

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE 


Decisioni di investimento d’impresa: quali variabili considerare per non commettere errori evitabili?


Fattori Economico-Finanziari

 1. Rendimento Atteso: non solo si deve calcolare il tasso di rendimento potenziale, ma è anche importante considerare come esso si confronta con il costo del capitale.


 2. Flusso di Cassa: oltre alle proiezioni di entrate e uscite, è utile eseguire un’analisi di sensibilità per valutare come le variazioni in certi parametri impattano i flussi di cassa.


 3. Tasso di attualizzazione: selezionare un tasso appropriato è fondamentale; esso deve riflettere sia il costo del capitale che il livello di rischio dell’investimento.


 4. Periodo: considerare la durata dell’investimento è cruciale per determinare la fattibilità nel contesto del ciclo di vita del prodotto o servizio.


Fattori di Rischio

 1. Rischio di Mercato: al di là della mera osservazione, utilizzare strumenti come l’indice Beta può fornire una misurazione quantitativa del rischio di mercato.


 2. Rischio Operativo: include la valutazione delle competenze interne, della catena di approvvigionamento e di altri fattori che potrebbero influenzare l’efficienza operativa.


 3. Rischio Finanziario: utilizzare rapporti come il grado di indebitamento o il rapporto di copertura degli interessi può dare una visione chiara del rischio finanziario.


 4. Rischio di Liquidità: prevedere le esigenze di liquidità a breve e a lungo termine attraverso budget e piani finanziari.


Fattori Contestuali

 1. Condizioni di Mercato: un’analisi SWOT o PESTEL può fornire informazioni dettagliate sul contesto di mercato.


 2. Normative e Fisco: un esame legale e fiscale approfondito è fondamentale per evitare costi imprevisti o penalizzazioni.


 3. Tecnologia: l’analisi del ciclo di vita della tecnologia può prevenire investimenti in tecnologie obsolete.


Fattori Strategici

 1. Coerenza Strategica: la coerenza con gli obiettivi e la missione aziendale dovrebbe essere verificata attraverso strumenti come la Balanced Scorecard.


 2. Vantaggio Competitivo: l’investimento deve essere valutato anche in termini di creazione di barriere all’ingresso per i concorrenti o di miglioramento della posizione competitiva.


L'analisi dei competitors

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO  DI GESTIONE 


L’analisi dei competitors 


L'analisi dei competitors rappresenta una tappa imprescindibile nella pianificazione strategica di un’impresa. Tale processo va oltre il semplice confronto dei prezzi o dei prodotti e coinvolge un’analisi approfondita che tocca vari aspetti del business.


Essa prevede, in primo luogo, l’identificazione dei punti di forza e debolezza. Attraverso tecniche di benchmarking, un’impresa può confrontare i propri indicatori chiave di performance con quelli dei concorrenti. Questo non solo offre uno spunto per migliorare, ma anche per capire quali vantaggi competitivi possono essere sfruttati. Ad esempio, se un concorrente ha una strategia di prezzo particolarmente efficace, analizzare e adattare questa strategia potrebbe risultare molto utile.


Nel contesto della segmentazione di mercato, inoltre, l’analisi dei competitors aiuta a identificare le lacune nel mercato o segmenti di clientela non ancora saturati. Conoscere a fondo il target demografico e il posizionamento del brand dei concorrenti può fornire spunti preziosi per la propria strategia di marketing e comunicazione.


Uno degli aspetti spesso trascurati, ma cruciale, è l'osservazione delle mosse dei concorrenti. Osservare tali mosse, come lanci di nuovi prodotti o variazioni nelle strategie di marketing, può offrire informazioni preziose sugli intenti strategici dei concorrenti. L’utilizzo di strumenti di Business Intelligence può aggiungere un ulteriore livello di dettaglio all’analisi, permettendo di anticipare e prepararsi a possibili scenari.


Il benchmarking è utile altresì per identificare le best practices del settore. Se un concorrente mostra performance superiori in determinati aspetti, analizzare le ragioni di questo successo può indirizzare l’impresa verso un processo miglioramento continuo. Analisi finanziarie, come il confronto di razionalità come ROI o EBITDA, offrono ulteriori metriche per valutare il proprio posizionamento.


Infine, la gestione dei rischi è un altro elemento che beneficia dell’analisi dei competitors, facilitando la preparazione di piani di mitigazione attraverso tecniche di scenario.


L’analisi dei competitors non è un’attività isolata, ma un elemento integrante di una strategia d’impresa ben articolata. Attraverso quest’analisi, l’impresa può migliorare la propria competitività, ottimizzare le risorse e ridurre i rischi, posizionandosi in modo più efficace sul mercato.

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